domingo, 30 de octubre de 2022

DOCTRINA POLÍTICA Y SOCIAL DEL FASCISMO

Traducción del artículo publicado en RADIO SPADA.
  
MUSSOLINI – DOTTRINA POLITICA E SOCIALE DEL FASCISMO – GIOVENTÙ FASCISTA ANNO X
  
El tomo XIV de la Enciclopedia Italiana publica, en la segunda parte de la voz Fascismo, el siguiente escrito del Duce dedicado a la doctrina política y social del Fascismo.
  
Cuando, en el ahora lejano marzo del 1919, por las columnas del Popolo d’Italia yo convoqué en Milán a los supérstites interventistas-intervenidos que me habían seguido casi desde la constitución de los Fasci d’azione rivoluzionaria —acaecida en enero de 1915— no había en mi espíritu ningún plano doctrinal específico. De una sola doctrina yo extraigo la experiencia vista: la del socialismo desde 1903-04 hasta el invierno de 1914: cerca de un decenio. Experiencia de gregario y de jefe, mas no experiencia doctrinal. Mi doctrina también en aquel período, era la doctrina de la acción. No existía una doctrina unívoca y universalmente aceptada del socialismo casi hasta 1905, cuando comenzó en Alemania el movimiento revisionista haciendo jefe a Bernstein e per contro si formò, nell’altalena delle tendenze, un movimento di sinistra rivoluzionario, che in Italia non uscì mai dal campo delle frasi, mentre, nel socialismo russo, fu il preludio del bolscevismo. Riformismo, rivoluzionarismo, cen­trismo, di questa terminologia anche gli echi sono spenti, mentre nel grande fiume del fascismo troverete i filoni che si diparti­rono dal Sorel, dal Peguy, dal Lagardelle del Mouvement socialiste e dalla coorte dei sindacalisti italiani, che tra il 1904 e il 1914 portarono una nota di novità nell’ambiente socialistico italiano, già svirilizzato e cloroformizzato dalla fornicazione giolitlinna, con le Pagine libere di Olivetti, La Lupa di Orano, il Divenire sociale di Enrico Leone.
  
Nel 1919, finita la guerra, il socialismo era già morto come dottrina: esisteva solo come rancore, aveva ancora una sola possibilità, specialmente in Italia, la rappresaglia contro coloro che avevano voluto la guerra e che dovevano «espiarla». Il Popolo d’Italia recava nel sottotitolo quotidiano dei combattenti dei produttori. La parola «produttori» era già l’espressione di un indirizzo mentale. Il fascismo non fu tenuto a balia da una dottrina elaborata in precedenza, a tavolino: nacque da un bisogno di azione e fu azione; non fu partito, ma, nei primi due anni, antipartito e movimento. Il nome che io diedi all’organiz­zazione, ne fissava i caratteri. Eppure chi rilegga, nei fogli oramai gualciti dell’epoca, il resoconto dell’adunata costitutiva dei Fasci italiani di combattimento, non troverà una dottrina, ma una serie di spunti, di anticipazioni, di accenni, che, liberati dall’inevitabile ganga delle contingenze, dovevano poi, dopo alcuni anni, svilupparsi in una serie di posizioni dottrinali, che facevano del fascismo una dottrina politica a sé stante, in confronto di tutte le altre e passate e contemporanee. «Se la borghesia, dicevo allora, crede di trovare in noi dei parafulmini si inganna. Noi dobbiamo andare incontro al lavoro… Vogliamo abituare le classi operaie alla capacità direttiva, anche per convincerle che non è facile mandare avanti una industria o un commercio… Combatteremo il retroguardismo tecnico e spirituale… Aperta la successione del regime noi non dobbiamo essere degli imbelli. Dobbiamo correre; se il regime sarà superato saremo noi che dovremo occupare il suo posto. Il diritto di successione ci viene perché spingemmo il paese alla guerra e lo  conducemmo alla vittoria! L’attuale rappresentanza politica non ci può bastare, vogliamo una rappresentanza diretta dei singoli interessi… Si potrebbe dire contro questo programma che si ritorna alle corporazioni. Non importa!… Vorrei perciò che l’assemblea accettasse le rivendicazioni del sindacalismo nazionale dal punto di vista economico… ».
   
Non è singolare che sin dalla prima giornata di Piazza San Sepolcro risuoni la parola corporazione che doveva, nel corso della Rivoluzione, significare una delle creazioni legislative e sociali alla base del regime?
  
Gli anni che precedettero la marcia su Roma furono anni durante i quali le  necessità dell’azione non tollerarono indagini o complete elaborazioni dottrinali. Si battagliava nelle città e nei villaggi. Si discuteva, ma — quel ch’è più sacro e importante — si moriva. Si sapeva morire. La dottrina — bell’è formata, con divisione di capitoli e paragrafi e contorno di elu­cubrazioni — poteva mancare; ma c’era a sostituirla qualche cosa di più decisivo: la fede. Purtuttavia, chi rimemori sulla scor­ta dei libri, degli articoli, dei voti dei congressi, dei discorsi maggiori e minori, chi sappia indagare e scegliere, troverà che fondamenti della dottrina furono gettati mentre infuriava la battaglia. È precisamente in quegli anni, che anche il pensiero fascista si arma, si raffina, procede verso una sua organizzazione. I problemi dell’individuo e dello stato; i problemi dell’autorità e della libertà; i problemi politici e sociali e quelli più specifi­catamente nazionali; la lotta contro le dottrine liberali, demo­cratiche, socialistiche, massoniche, popolaresche fu condotta contemporaneamente alle «spedizioni punitive». Ma poiché mancò il «sistema» si negò dagli avversari in malafede al fasci­smo ogni capacità di dottrina, mentre la dottrina veniva sorgen­do, sia pure tumultuosamente, dapprima sotto l’aspetto di una negazione violenta e dogmatica come accade di tutte le idee che esordiscono, poi sotto l’aspetto positivo di una costruzione, che trovava, successivamente neggli anni 1926, ’27, ’28, la sua realizzazione nelle leggi e negl’istituti del regime.
  
El fascismo es hoy netamente individualizado no solo como régimen, sino como doctrina. Esta palabra va interpretada en el sentido que hoy el fascismo, ejercitando su crítica sobre sí mismo y sobre los otros, tiene su propio e inconfundible punto de vista, de referencia —y por tanto de dirección— ante todos los problemas que angustian, en las cosas o en las inteligencias, a los pueblos del mundo.
   
Anzitutto il fascismo, per quanto riguarda, in generale, l’av­venire e lo sviluppo dell’umanità, e a parte ogni considerazione di politica attuale, non crede alla posibilità né all’utilità della pace perpetua. Respinge quindi il pacifismo che nasconde una rinuncia alla lotta e una viltà, di fronte al sacrificio. Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla. Tutte le altre prove sono dei sostituti, che non pon­gono mai l’uomo di fronte a se stesso, nell’alternativa della vita e della morte. Una dottrina, quindi, che parta dal postulato pregiudiziale della pace, è estranea al fascismo; cosi come estranee allo spirito del fascismo, anche se accettate per quel tanto di utilità che possano avere in determinate situazioni poli­tiche, sono tutte le costruzioni internazionalistiche e societarie, le quali, come la storia dimostra, si possono disperdere al vento quando elementi sentimentali, ideali e pratici muovono a tem­pesta il cuore dei popoli.
  
Questo spirito antipacifista, il fascismo lo  trasporta anche nella vita degl’individui. L’orgoglioso motto squadrista «me ne frego», scritto sulle bende di una ferita, è un atto di filosofia non soltanto stoica, è il sunto di una dot­trina non soltanto politica: è l’educazione al combattimento, l’accettazione dei rischi che esso comporta; è un nuovo stile di vita italiano. Cosi il fascista accetta, ama la vita, ignora e ritiene vile il suicidio; comprende la vita come dovere, eleva­zione, conquista: la vita che deve essere alta e piena; vissuta per sé, ma soprattutto per gli altri vicini e lontani, presenti e futuri.
  
La politica «demografica» del regime è la conseguenza di queste premesse. Anche il fascista ama infatti il suo pros­simo, ma questo «prossimo» non è per lui un concetto vago e inafferrabile: l’amore per il prossimo non impedisce le necessa­rie educatrici severità, e ancora meno le differenziazioni e le di­stanze. Il fascismo respinge gli abbracciamenti universali e, pur vivendo nella comunità dei popoli civili, li guarda vigilante e diffidente negli occhi, li segue nei loro stati d’animo e nella trasformazione dèi loro interessi, né si lascia ingannare da ap­parenze mutevoli e fallaci.
  
Una siffatta concezione della vita porta il fascismo a essere la negazione recisa di quella dottrina che costituì la base del so­cialismo cosiddetto scientifico o marxiano: la dottrina del mate­rialismo storico, secondo il quale la storia delle civiltà umane si spiegherebbe soltanto con la lotta d’interessi fra i diversi gruppi sociali e col cambiamento dei mezzi e strumenti di produzione. Che le vicende dell’economia — scoperte di materie prime, nuo­vi metodi di lavoro, invenzioni scientifiche — abbiano una loro importanza, nessuno nega, ma che esse bastino a spiegare la storia umana escludendone tutti gli altri fattori è assurdo: il fascismo crede ancora e sempre nella santità e nell’eroismo, cioè in atti nei quali nessun motivo economico — lontano o vicino — agisce.
  
Negato il materialismo storico, per cui gli uomini non sarebbero che comparse della storia, che appaiono e scompaiono alla superficie dei flutti, mentre nel profondo si agitano e lavorano le vere forze direttrici, è negata anche la lot­ta di classe, immutabile e irreparabile, che di questa conce­zione economicistica della storia è la naturale figliazione, e so­prattutto è negato che la lotta di classe sia l’agente preponde­rante delle trasformazioni sociali. Colpito il socialismo in questi due capisaldi della sua dottrina, di esso non resta allora che l’a­spirazione sentimentale — antica come l’umanità — a una con­vivenza sociale nella quale siano alleviate le sofferenze e i dolori della più umile gente. Ma qui il fascismo respinge il con­cetto di «felicità» economica, che si realizzerebbe socialisticamente e quasi automaticamente a un dato momento dell’evoluzione dell’economia, con l’assicurare a tutti il massimo di be­nessere. Il fascismo nega il concetto materialistico di «felicità» come possibile e lo abbandona agli economisti della prima metà del ‘700; nega cioè l’equazione benessere-felicità, che converti­rebbe gli uomini in animali di una cosa sola pensosi: quella di essere pasciuti e ingrassati, ridotti, quindi, alla pura e semplice vita vegetativa.
   
Dopo il socialismo, il fascismo batte in breccia tutto il com­plesso delle ideologie democratiche e le respinge, sia nelle loro premesse teoriche, sia nelle loro applicazioni o strumentazioni pratiche. Il fascismo nega che il numero, per il semplice fatto di essere numero, possa dirigere le società umane; nega che que­sto numero possa governare attraverso una consultazione perio­dica; afferma la disuguaglianza irrimediabile e feconda e benefìca degli uomini che non si possono livellare attraverso un fatto meccanico ed estrinseco com’è il suffragio universale.
  
Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano, men­tre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsa­bili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. Questo spiega perché il fascismo, pur avendo prima del 1922 — per ragioni di contingenza — assunto un atteggiamento di tendenzialità repubblicana, vi rinunciò prima della marcia su Roma, convinto che la questione delle forme politiche di uno stato non è, oggi, preminente e che stu­diando nel campionario delle monarchie passate e presenti, delle repubbliche passate e presenti, risulta che monarchia e repubblica non sono da giudicare sotto la specie dell’eternità, ma rappresentano forme nelle quali si estrinseca l’evoluzione politica, la storia, la tradizione, la psicologia di un determinato paese.
  
Il fascismo supera l’antitesi monarchia-repubblica sulla quale si attardò il democraticismo, caricando la prima di tutte le insufficienze, e apologizzando l’ultima come regime di per­fezione. Ora s’è visto che ci sono repubbliche intimamente reazionarie o assolutistiche, e monarchie che accolgono le più ardite esperienze politiche e sociali.
  
«La ragione, la scienza — diceva Renan che ebbe delle illumi­nazioni prefasciste, in una delle sue Meditazioni filosofiche —, sono dei prodotti dell’umanità, ma volere la ragione direttamente per il popolo e attraverso il popolo è una chimera. Non è necessario per l’esistenza della ragione che tutto il mondo la conosca. In ogni caso se tale iniziazione dovesse farsi non si farebbe attraverso la bassa democrazia, che sembra dover con­durre all’estinzione di ogni cultura difficile, e di ogni più alta disciplina. Il principio che la società esiste solo per il benessere e la libertà degl’individui che la compongono non sembra es­sere conforme ai piani della natura, piani nei quali la specie sola è presa in considerazione e l’individuo sembra sacrificato. È da fortemente temere che l’ultima parola della democrazia cosi, intesa (mi affretto in dire che si può intendere anche diversa­mente) non sia uno stato sociale nel quale una massa degene­rata non avrebbe altra preoccupazione che godere i piaceri ignobili dell’uomo volgare».
  
Fin qui Renan. Il fascismo respinge nella democrazia l’as­surda menzogna convenzionale dell’egualitarismo politico e l’abito della irresponsabilità collettiva e il mito della felicità e del progresso indefinito. Ma, se la democrazia può essere diver­samente intesa, cioè se democrazia significa non respingere il popolo ai margini dello stato, il fascismo potè da chi scrive essere definito una «democrazia organizzata, centralizzata, auto­ritaria».
  
Di fronte alle dottrine liberali, il fascismo è in atteggiamento di assoluta opposizione, e nel campo della politica e in quello dell’economia. Non bisogna esagerare — a scopi semplicemente di polemica attuale — l’importanza del liberalismo nel secolo scorso, e fare di quella che fu una delle numerose dottrine sbocciate in quel secolo, una religione dell’umanità per tutti i tempi presenti e futuri. Il liberalismo non fiorì che per un quin­dicennio. Nacque nel 1830 come reazione alla Santa Alleanza che voleva respingere l’Europa al pre-’89 ed ebbe il suo anno di splendore nel 1848 quando anche Pio IX fu liberale [questo nella personale lettura di Mussolini, alquanto surreale, NdR].
  
Subito dopo cominciò la decadenza. Se il ’48 fu un anno di luce e di poesia, il ’49 fu un anno di tenebre e di tragedia; La repubblica di Roma fu uccisa da un’altra repubblica, quella di Francia. Nello stesso anno, Marx lanciava il vangelo della religione del sociali­smo, col famoso Manifesto dei comunisti. Nel 1851 Napoleone III fa il suo illiberale colpo di stato e regna sulla Francia fino al 1870, quando fu rovesciato da un moto di popolo, ma in seguito a una disfatta militare fra le più grandi che conti la storia. Il vittorioso è Bismarck, il quale non seppe mai dove stesse di casa la religione della libertà e di quali profeti si servisse. È sintoma­tico che un popolo di alta civiltà, come il popolo tedesco, abbia ignorato in pieno, per tutto il secolo XIX, la religione della libertà. Non c’è che una parentesi. Rappresentata da quello che è stato chiamato il «ridicolo parlamento di Francoforte», che durò una stagione. La Germania ha raggiunto la sua unità nazionale al di fuori del liberalismo, contro il liberalismo, dottrina che sermbra estranea all’anima tedesca, anima essenzialmente monar­chica, mentre il liberalismo è l’anticamera storica e logica del­l’anarchia. Le tappe dell’unità tedesca sono le tre guerre del ’64’ ’66, ’70, guidate da «liberali» come Moltke e Bismarck. Quanto’ all’unità italiana, il liberalismo vi ha avuto una parte assoluta­mente inferiore all’apporto dato da Mazzini e da Garibaldi che liberali non furono. Senza l’intervento dell’illiberale Napoleone, non avremmo avuto la Lombardia, e senza l’aiuto dell’illiberale Bismarck a Sadowa e a Sedan, molto probabilmente non avremmo avuto nel ’66, la Venezia; e nel 1870 non saremmo entrati a Roma.
  
Dal 1870 al 1915, corre il periodo nel quale gli stessi sacerdoti del nuovo credo accusano il crepuscolo della loro religione: battuta in breccia dal decadentismo nella lette­ratura, dall’attivismo nella pratica. Attivismo: cioè nazionalismo, futurismo, fascismo. Il secolo «liberale» dopo avere accumulato un’infinità di nodi gordiani, cerca di scioglierli con l’ecatombe della guerra mondiale. Mai nessuna religione impose così im­mane sacrificio. Gli dei del liberalismo avevano sete di sangue? Ora il liberalismo sta per chiudere le porte dei suoi templi de­serti perché i popoli sentono che il suo agnosticismo nell’eco­nomia, il suo indifferentismo nella politica e nella morale con­durrebbe, come ha condotto, a sicura rovina gli stati. Si spiega con ciò che tutte le esperienze politiche del mondo contempo­raneo sono antiliberali ed è supremamente ridicolo volerle perciò classificare fuori della storia; come se la storia fosse una bandita di caccia riservata al liberalismo e ai suoi professori, come se il liberalismo fosse la parola definitiva e non più superabile della civiltà.
  
Le negazioni fasciste del socialismo, della democrazia, del liberalismo, non devono tuttavia far credere che il fascismo vo­glia respingere il mondo a quello che esso era prima di quel 1789, che viene indicato come l’anno di apertura del secolo demo-liberale. Non si torna indietro. La dottrina fascista non ha eletto a suo profeta De Maistre. L’assolutismo monarchico fu, e cosi pure ogni ecclesiolatria. Cosi «furono» i privilegi feudali e la divisione in caste impenetrabili e non comunicabili fra di loro.
  
Il  concetto dì autorità fascista non ha niente a che vedere con lo stato di polizia. Un partito che governa totalitariamente una na­zione, è un fatto nuovo nella storia. Non sono possibili riferi­menti e confronti. Il fascismo dalle macerie delle dottrine libe­rali, socialistiche, democratiche, trae quegli elementi che hanno ancora un valore di vita. Mantiene quelli che si potrebbero dire fatti acquisiti della storia, respinge tutto il resto, cioè il concetto di una dottrina buona per tutti i tempi e per tutti i popoli.
  
Ammesso che il secolo XIX sia stato il secolo del socialismo, del liberalismo, della democrazia, non è detto che anche il se­colo XX debba essere il secolo del socialismo, del liberalismo, della democrazia. Le dottrine politiche passano, i popoli restano. Si può pensare che questo sia il secolo dell’autorità, un secolo di «destra», un secolo fascista; se il XIX fu il secolo dell’indi­viduo (liberalismo significa individualismo), si può pensare che questo sia il secolo «collettivo» e quindi il secolo dello stato. Che una nuova dottrina possa utilizzare gli elementi ancora vitali di altre dottrine è perfettamente logico.
   
Nessuna dottrina nacque tutta nuova, lucente, mai vista. Nes­suna dottrina può vantare una «originalità» assoluta. Essa è legata, non fosse che storicamente, alle altre dottrine che furono, alle altre dottrine che saranno. Cosi il socialismo scientifico di Marx è legato al socialismo utopistico dei Fourier, degli Owen, dei Saint-Simon; cosi il liberalismo dell’ ‘800 si riattacca a tutto il movimento illuministico del ‘700. Così le dottrine demo­cratiche sono legate all’Enciclopedia. Ogni dottrina tende a indirizzare l’attività degli uomini verso un determinato obiettivo; ma l’attività degli uomini reagisce sulla dottrina, la trasforma, l’adatta alle nuove necessità o la supera. La dottrina, quindi, dev’essere essa stessa non un’esercitazione di parole, ma un atto di vita. In ciò le venature pragmatistiche del fascismo, la sua volontà di potenza, il suo volere essere, la sua posizione di fronte al fatto «violenza» e al suo valore.
  
Caposaldo della dottrina fascista è la concezione dello stato, della sua essenza, dei suoi compiti, delle sue finalità. Per il fa­scismo lo stato è un assoluto, davanti al quale individui e gruppi sono il relativo. Individui e gruppi sono «pensabili» in quanto siano nello stato. Lo stato liberale non dirige il giuoco e lo sviluppo materiale e spirituale delle collettività, ma si limita a registrare i risultati; lo stato fascista ha una sua consapevolezza, una sua volontà; per questo si chiama uno stato «etico».
  
Nel 1929 alla prima assemblea quinquennale del regime io dicevo:
Para el fascismo el estado no es el guardián nocturno que se oc­upa solamente de la seguridad personal de los ciudadanos; no es mucho menos una organización con fines puramente materiales, como la de garantizar un cierto bienestar o una relativa convivencia social pacífica, en cuyo caso para realizarlo bastaría un consejo de administración; no es tampocu una creación de política pura, sin adherencia con la realidad material y compleja de la vida de los individuos y la de los pueblos. El estado así como lo concibe y actúa el fascismo es un hecho espiritual y moral, puesto que concreta la organización política, jurídica y económica de la nación, y tal organización es, en su surgir y en su desarrollo, una manifestación del espíritu. El estado es garante de la seguridad interna y externa, pero es también el custodio y el transmisor del espíritu del pueblo así omo fue e en los siglos elaborado en la lengua, en la costumbre, en la fe. El estado no es solamente presente, sino que es también pasado y sobre todo futuro. Es el  estado que trascendiendo el límite breve de las vidas individuales representa la consciencia inmanente de la nación. Las formas en las cuales los estados se expresan cambia, pero la necesidad permanece. Es el estado que educa a los ciudadanos en la virtud civil, lo vuelve consciente de su misión, le solicita a la unidad; armoniza sus intereses en la justicia; tra­manda las conquistas del pensamiento en las ciencias, en la humana solidaridad; lleva a los hombres de la vida elemental de la tribu a la más alta expresión humana de poder que es el imperio; confía a los siglos los nombres de aquellos que mueren por su integridad o por obedecer a sus leyes; addita como ejemplo y recomienda a las generaciones que vendrán los capitanes que lo acrecentaron de territorio y los genios que lo iluminaron de gloria. Cuando declina el sentido del estado y prevalecen las tendencias disociatrices y centrífugas de los individuos o de los grupos, las sociedades nacionales van al través.
Desde 1929 hasta hoy, la evolución económica política universal ha reforzado aún estas posiciones doctrinales.
  
Chi giganteggia è lo stato. Chi può risolvere le drammatiche contraddizioni del capitalismo è lo stato. Quella che si chiama crisi, non si può ri­solvere se non dallo stato, entro lo stato. Dove sono le ombre dei Jules Simon, che agli albori del liberalismo proclamavano che lo stato deve lavorare a rendersi inutile e a preparare le sue dimissioni? Dei MacCulloch, che nella seconda metà del secolo scorso affermavano che lo stato deve astenersi dal troppo governare? E che cosa direbbe mai dinnanzi ai continui, solle­citati, inevitabili interventi dello stato nelle vicende economiche, l’inglese Bentham, secondo il quale l’industria avrebbe dovuto chiedere allo stato soltanto di essere lasciata in pace o il tedesco Humboldt, secondo il quale lo stato «ozioso» doveva essere considerato il migliore?
  
Vero è che la seconda ondata degli economisti liberali fu meno estremista della prima e già lo stesso Smith apriva — sia pure cautamente — la porta agl’interventi dello stato nell’economia. Se chi dice liberalismo dice individuo, chi dice fascismo dice stato. Ma lo stato fascista è unico ed è una creazione originale. Non è reazionario, ma rivoluzionario, in quanto anticipa le soluzioni di determinati problemi universali quali sono posti altrove nel campo politico dal frazionamento dei partiti, dal prepotere del parlamentarismo, dall’irresponsabilità delle assemblee; nel campo economico dalle funzioni sindacali sempre più numerose e potenti sia nel settore operaio come in quello industriale, dai loro conflitti e dalle loro intese; nel campo morale dalla necessità dell’ordine, della disciplina, della obbe­dienza a quelli che sono i dettami morali della patria.
  
El fascismo quiere el estado fuerte, orgánico y al mismo tiempo apoyado sobre una larga base popular. El estado fascista ha reivindicado para sí también el campo de la economía y, por medio de las instituciones corporativas, sociales y educativas por él creadas, el sentido del estado llega hasta  los extremos más lejanos y en el estado circulan, encuadradas en las respectivas organizaciones, todas las fuerzas políticas, económicas y espirituales de la nación. Un estado que se apoya sobre millones de individuos que lo reconocen, lo oyen y están prontos a servirlo, no es el estado tiránico del señor medieval. No tiene nada de común con los estados absolutistas de antes o después del ’89. El individuo en el estado fascista no es anulado, sino más que todo multiplicado, así como en un regimiento un soldado no es disminuido, sino multiplicado por el número de sus camaradas. El estado fascista organiza la nación, pero deja después márgenes suficientes para los individuos; esto ha limitado las libertades inútiles o nocivas, y ha conservado las esenciales. Quien juzga sobre este terreno no puede ser el individuo, sino solamente el estado.
   
El estado fascista no permanece indiferente frente al hecho religioso en general y a aquella particular religión positiva que es el catolicismo italiano. El estado no tiene una teología, pero tiene una moral. En el estado fascista la religión es considerada como una de las manifestaciones más profundas del espíritu; no viene, por tanto, solamente respetada, sino defendida y protegida. El estado fa­scista, no crea un «Dios» suyo así como quiso hacer en un cierto momento en los delirio extremos de la Convención, Robespierre; ni busca vanamente cancelarlo de las almas como hace el bolche­vismo; el fascismo respeta el Dios de los ascetas, de los santos, de los héroes y también el Dios así como es visto y rezado por el corazón ingenuo y primitivo del pueblo.
   
El estado fascista es una voluntad de potencia y de imperio. La tra­dición romana es aquí una idea de fuerza.
  
En la doctrina del fa­scismo el imperio no es solamente una expresión territorial o militar o mercantil, sino espiritual o moral. Se puede pensar en un imperio, esto es, en una nación que directamente o indirectamente guía a otras naciones sin necesidad de conquistar un solo kilómetro cuadrado de territorio. Para el fascismo la tendencia al im­perio, esto es, a la expansión de las naciones, es una manifestación de vitalidad; su contrario, o el concentrarse en sus fronteras, es un signo de deca­dencia: los pueblos que surgen o resurgen son imperialistas, los pueblos que mueren son renunciatarios.
  
El fascismo es la doctrina más adecuada para representar las tendencias, los estados de ánimo de un pueblo como el italiano, que resurge después de muchos siglos de abandono o de servidumbre extranjera. Pero el imperio pide disciplina, coordinación de los esfuerzos, deber y sacricicio; esto explica muchos aspectos de la acción práctica del régimen y la dirección de muchas fuerzas del estado, y la severidad necesaria contra aquellos que quisieren oponerse a este movimiento espontáneo y fatal de la Italia en el siglo XX y oponerse agitando las ideologías superadas del siglo XIX, repudiadas donde se han osado grandes experimentos de transformaciones políticas y sociales: nunca antes como en este momento, los pueblos han tenido sed de autoridad, de directivas, de orden. Si cada siglo tiene su doctrina, por mil indicios aparece que la del siglo actual es el fascismo. Que sea una doctrina de vida, lo muestra el hecho que ha suscitado una fe: que la fe había conquistado los ánimos lo demuestra el hecho que el fascismo ha tenido sus caídos y sus mártires.
   
El  fascismo tiene ahora en el mundo la universalidad de todas las doctrinas que, realizándose, representan un momento en la historia del espíritu humano.



sábado, 29 de octubre de 2022

TRIDUO EN SUFRAGIO DE LAS BENDITAS ALMAS DEL PURGATORIO

Triduo publicado en Guatemala de la Asunción en 1935, con licencia eclesiástica del Arzobispado, que concedió a las oraciones 100 días de Indulgencia por cada día.
  
TRIDUO EN SUFRAGIO DE LAS BENDITAS ÁNIMAS DEL PURGATORIO
  

Por la señal ✠ de la Santa Cruz, de nuestros ✠ enemigos, líbranos Señor ✠ Dios nuestro. En el nombre del Padre, y del Hijo ✠, y del Espíritu Santo. Amén.
   
ORACIÓN PARA TODOS LOS DÍAS
Oh Padre Eterno, que para salvar a las almas, quisiste que vuestro Unigénito Hijo, hecho hombre, se sujetase a la vida más pobre y mortificada, y derramase en la Cruz toda su Sangre por nuestro amor, compadeceos de las pobrecitas Ánimas del Purgatorio, libradlas de aquellas horrorosas llamas. Por medio del Sagrado Corazón de Jesús y por los dolores de su Santísima Madre, os ofrezco en sufragio de todas ellas, las buenas obras y los actos heróicos de cuantos justos han existido en la tierra. Miradnos a todos con ojos de compasión y haced que celebremos un día vuestras misericordias en el eterno descanso de la gloria. Amén.
    
DÍA PRIMERO – 30 DE OCTUBRE
ORACIÓN
¡Oh Señor y Dios Omnipotente, que contemplasteis a vuestro Hijo Santísimo, caminar hacia el Calvario con la Cruz a cuestas, en medio de dos malhechores, soldados y sayones en dos filas y entre oleadas de gente que de todas partes acudían a presenciar el sangriento espectáculo! Así, Jesús mío, quisiste expiar los malos pasos que yo di hacia el pecado con los dolorosos que Vos disteis hacia el sagrado monte, mis recaídas con vuestras lastimosas caídas, y mis liviandades con el sudor y sangre que derramasteis por nuestro amor. Aceptad, ¡oh Padre Eterno!, estos trabajos de vuestro dulcísimo Hijo, en satisfacción de mis pecados, y en sufragio de las benditas Ánimas del Purgatorio, y en particular de la más rica en méritos para con Vos, y llevadlas cuantos antes al descanso eterno. Amén.

Padre nuestro, Ave María y Gloria.
    
ORACIÓN FINAL
Oh Dios, que perdonas generosamente a los pecadores y deseas la salvación de los hombres, imploramos tu clemencia, a fin de que por la intercesión de la Virgen María y de todos los Santos, concedas a nuestros hermanos, parientes y bienhechores, que han salido de este mundo, llegar a la bienaventuranza. Amén.
    
En el nombre del Padre, y del Hijo ✠, y del Espíritu Santo. Amén.
   
DÍA SEGUNDO – 31 DE OCTUBRE
Por la señal…
Oración para todos los días.
  
ORACIÓN
¡Oh Señor y Padre mío amantísimo! Por el Precioso Cuerpo y Sangre de vuestro Santísimo Hijo, que, en la noche de su Pasión dolorosa, dio en comida y bebida a sus Apóstoles, y dejó a toda la Iglesia en sacrificio perpetuo y vivífico alimento de los fieles, os suplico humildemente que tengáis compasión de las pobrecitas almas del Purgatorio, y por las fervorosas oraciones de vuestros escogidos, las saquéis de aquellas voraces llamas, en especial a la que más se distinguió por su amor al Santísimo Sacramento, para que con vuestro Hijo Divino y el Espíritu Santo, os alaben y bendigan eternamente en la Gloria. Amén.
   
Padre nuestro, Ave María y Gloria. La Oración final se dirá todos los días.
    
DÍA TERCERO – 1 DE NOVIEMBRE
Por la señal…
Oración para todos los días.
  
ORACIÓN
¡Oh Dios de bondad y misericordia! ¡Qué tormentos tan crueles fueron los de vuestro Santísimo Hijo en la cruz! Duros clavos taladraron sus pies y manos, agudas espinas traspasaron su sagrada cabeza, amargada con hiel la boca, abiertas cada vez más las heridas con el peso del sagrado Cuerpo y hecho un retablo de dolores, fuéronsele anublando los ojos y palideciendo el rostro con la palidez de la muerte, hasta que, por fin, exhalando un gran suspiro, entregó su espíritu en vuestras manos. Ahora, Dios mío, espero más que nunca el perdón de mis pecados, y esperan las almas del Purgatorio su rescate y libertad. Concededsela, Señor, y apagad la sed ardentísima que tienen de veros en el Cielo, de reinar con Vos y bendeciros eternamente. Amén.
  
Padre nuestro, Ave María y Gloria. La Oración final se dirá todos los días.

DESCUBREN INSCRIPCIÓN DE HÉROE SUIZO EN JERUSALÉN

Noticia tomada de ACTUALITÉS FSSPX.
  

Una inscripción medieval con el nombre de un caballero suizo fue descubierta sobre un muro del Cenáculo, en el Monte Sión en Jerusalén, según anunció el jueves la Autoridad Israelí de Antigüedades. Gracias a las técnicas recientes, se reveló un grabado al carbón con el escudo de armas de la familia de Adrian von Bubenberg (1424-1479).
    
El descubrimiento por parte de los arqueólogos que trabajan en el Monte Sión se realizó como parte de un proyecto de la Autoridad Israelí de Antigüedades en el complejo de la tumba del Rey David, que tiene como objetivo documentar las antiguas inscripciones dejadas en las paredes por peregrinos cristianos y musulmanes.
   
El proyecto ha revelado hasta el momento más de 40 inscripciones en diferentes idiomas y blasones familiares de caballeros medievales.
   
«Durante el período mameluco, entre 1332 y 1551, el conjunto de edificios adyacentes a la tumba tradicional del Rey David pertenecía a los franciscanos. El edificio sirvió como monasterio y albergue para los peregrinos occidentales, que dejaron su huella en los muros», explicaron los jefes de proyecto Michael Chernin y Shai Halevi.
    
Estos descubrimientos fueron posibles gracias a las nuevas capacidades tecnológicas desarrolladas por la Autoridad Israelí de Antigüedades como parte de la investigación realizada en los rollos del Desierto de Judea (en el sitio de Qumran). El método utiliza fotografía multiespectral para revelar inscripciones que se han borrado a lo largo de los años y se han vuelto invisibles para el ojo humano.
   
El caballero Adrian von Bubenberg llegó a Palestina en una peregrinación en 1466
  
Entre las inscripciones reveladas hay una hecha al carboncillo que lleva el nombre y el escudo de la familia von Bubenberg. Soldado y político suizo del siglo XV, Adrian von Bubenberg fue nombrado caballero en la iglesia del Santo Sepulcro cuando llegó a Tierra Santa.
   
Armas de la casa von Bubenberg
   
En 1469, fue a Ranft para dar fe de la autenticidad del ayuno de San Nicolás de Flüe. Jefe de una antigua y eminente casa, fue nombrado en 1470-1471 portavoz de la nobleza bernesa en la Disputa de los Señores Justicieros (Twingherrenstreit).
   
Las misiones diplomáticas lo llevaron a Saboya, Borgoña y el Sacro Imperio. Durante los meses que precedieron a las guerras de Borgoña (1474-1477), se opuso resueltamente a la alianza ofensiva con el rey de Francia, lo que le llevó a ser expulsado del Pequeño Consejo el 10 de julio de 1475 con prohibición de ejercer cualquier actividad política.
   
No obstante, recibió el encargo, en abril de 1476, de defender la ciudad de Morat que resistió un asedio de doce días antes de que la llamada batalla de Morat, el 22 de junio de 1476, decidiera la suerte de las armas a favor de los confederados. Adrian von Bubengerg es considerado un héroe nacional: muchas calles llevan su nombre y una estatua lo representa en una plaza de la ciudad de Berna.
   
Sin embargo, persiste una duda: la Autoridad Israelí de Antigüedades recordó que también se sabe que su hijo Adrian von Bubenberg II había visitado Jerusalén y que era imposible saber con certeza a quién, hijo o padre, se refiere esta inscripción.

«EL QUE PECA Y REZA»…, O ZUPPI EN PEREGRINACIÓN DE MODERNISTAS EN LATÍN

En el marco de la XI peregrinación “Summorum Pontificum”, el cardenal homosexualista y presidente de la Conferencia Episcopal Italiana, Matteo Maria Zuppi Fumagalli, presidió el viernes 28 de Octubre el rezo solemne de las Vísperas, organizadas por el Instituto del Buen Pastor, en la basílica romana de Santa María de los Mártires (antiguo Panteón de Agripa).
  

Zuppi, que también promueve la Nueva Era y constantemente se presta al juego de la oligarquía, dijo en entrevista a National Catholic Register el 29 de Octubre que «los organizadores me invitaron, me invitaron antes de que me convirtiera en presidente de la conferencia de obispos italianos [el 24 de Mayo], y pensé que estaba bien». Sobre Traditiónis Custódes, dijo «Para mí no es un problema. creo que fue una directiva que el Papa pensó que era útil, y debe aplicarse con gran conciencia y con gran responsabilidad».
  
El sábado 29, hubo “adoración al Santísimo” en la iglesia de San Julian y San Celso, de donde partieron a la Basílica de San Pedro. Allí, el presbítero italiano Marco Agostini, Agregado de Primera Clase en la Sección de Relaciones con los Estados de la Secretaría de Estado y Ceremoniero Pontificio, presidió la Misa Solemne en el altar de la Cátedra (de ordinario reservada para el Papa).
  

Mañana 30, último día de la peregrinación, se celebrará la Misa solemne de Cristo Rey en la Iglesia de la Santísima Trinidad de los Peregrinos, organizada por la Fraternidad de San Pedro. Ceremonia que será celebrada por el presbítero francés Patrick Descourtieux, jefe de la extinta Comisión Pontificia “Ecclésia Dei” dentro del Dicasterio para la Doctrina de la Fe.
  
Zuppi suena entre los “papables” en el cónclave para elegir al sucesor de Francisco Bergoglio, pero ser italiano, su demasiada juventud y su ambición por ser un “mini Bergoglio” le juegan en contra, aparte que “jugar al tradi” tras negar que hubo la “bendición” homosexual por el presbítero Gabriele Davalli en la parroquia San Lorenzo de Prunaro en Budrio el 11 de Junio, no le granjearía los votos de los cardenales asiáticos, africanos y de Europa Oriental.
  
Desde luego, NINGUNO DE ELLOS SON CLÉRIGOS CATÓLICOS, NI CELEBRARON CON EL RITO CATÓLICO TRADICIONAL, así se enfade el que se quiera enfadar y venga con todas las groserías que quiera.

MÁS ESCÁNDALOS EN NUEVA ORLÉANS


El presbítero Patrick Brian Wattigny (foto), de 65 años, de la archidiócesis de Nueva Orléans, quien tenía agendada una vista judicial en Enero de 2023 por acoso sexual a un menor, enfrentando una pena de entre cinco y diez años de prisión y una multa de 10.000 dólares, fue acusado por otro cargo adicional de acoso, informó Nola.com.
  
Wattigny fue arrestado por la Oficina del Alguacil de la parroquia de St. Tammany (Luisiana) el martes 25 de Octubre, luego que el mes de Agosto se abriera una investigación por otro caso denunciado por una víctima. Se le fijó, por este nuevo cargo, una fianza de 75.000 dólares.
  
El alguacil Randy Smith declaró de este caso: 
«La víctima, que ahora es un adulto, reveló que Wattigny abusó de él cuando era estudiante de primaria en una escuela católica del área de Covington [la Escuela Primaria San Pedro, N. del E.]».
El presbítero tenía ya una anotación de ingreso al Centro Correccional de St. Tammany en Octubre de 2020, al ser arrestado en la ciudad de West Point (condado de Troup, Georgia) por haber, siendo párroco de San Lucas Evangelista y capellán de la escuela secundaria “Papa Juan Pablo II” en Slidell hasta Agosto de 2020 (renunció después que una madre lo acusara de mantener conversaciones inapropiadas con su hijo),  acosado sexualmente a un adolescente de 15 años entre el 1 de Junio de 2013 y el 31 de Agosto de 2014, nada más llegar a San Lucas Evangelista. Wattigny había sido removido del ministerio el 1 de Octubre de 2020. En su momento, Sarah McDonald, portavoz archidiocesana, declaró que su reducción al estado seglar será una vez termine el proceso penal. Durante la audiencia inicial en Marzo de 2021, se declaró no culpable, y se le asignó una fianza de 150.000 dólares.
   
Wattigny fue “instalado” presbítero el 15 de Mayo de 1994 con el inválido (falso) rito montini-bugniniano. Había sido párroco de San Pedro en Covington; la Visitación de Nuestra Señora en Marrero; Santa Isabel Ana Seton en Kenner; San Benildo en Metairie; y capellán de la Preparatoria Arzobispo Rummel en Metairie.
  
Su nombre reapareció en la palestra pública cuando fue revelado que, al ser instalado diácono en 2012, cierto Travis John Clark lo llamó su modelo de inspiración. Este, ya presbítero y sucesor suyo como capellán de la secundaria “Papa Juan Pablo II” en Slidell, en 2021 fue arrestado por obscenidad y removido de su ministerio por haber grabado una película pornográfica junto a dos dominatrices en la parroquia San Pedro y San Pablo de Pearl River, profanando el templo. En Julio de 2022, las dos mujeres se declararon culpables y aceptaron declarar contra el presbítero.
  
El caso Wattigny es uno de los muchos casos (junto al del diácono George Brignac –expulsado de los Hermanos Cristianos en 1960, acusado de abusar de un adolescente entre 1979 y 1982; murió en Junio de 2020 esperando el juicio– y el del sacerdote-presbítero laicizado ítalo-estadounidense Dino Cinelacusado de cargos relacionados con posesión de pornografía infantil durante los años 90; no obstante la absolución por el tribunal civil, pidió la laicización en el 2010 y fue asesinado por su amante en Colombia en 2018–) por los cuales la archidiócesis de Nueva Orléans está en la mira del FBI, que está investigándolos bajo la Ley Mann, que a diferencia de las leyes estatales, no tiene prescripción ni el freno de la bancarrota por el capítulo 11, en la cual se escudan algunas diócesis estadounidenses para evitar reparar a las víctimas y sobrevivientes de los abusos de sus presbíteros. En el estado de Luisiana, se registran casos de abuso por lo menos desde la década de 1980.

CONCILIARES CANADIENSES: POCOS E INFIELES

Traducción del Comentario de los Padres de TRADITIO.
   
La asistencia a los templos conciliares en Canadá se ha desplomado dramáticamente en la última década.
Los conciliares ahora no llegan ni al 30% de la población canadiense. Aun entre los que todavía se identifican con la Iglesia Conciliar, solo uno de cada cinco se molesta en asistir a la falsa “Nueva Misa”: esa cifra es menos de la mitad desde 1985.
El resto rechazan incluso la doctrina eclesiástica sobre el aborto, la eutanasia, y la sodomía.
   
El censo de Canadá muestra a menos de 2’000.000 de fieles conciliares mientras la desafección crece hacia la Iglesia del Nuevo Orden, que muy ciertamente no es la Iglesia Católica. La Oficina del Censo canadiense informó el 27 de Octubre de 2022 que la población conciliar en Canadá ha declinado en casi 2’000.000, o 16%, solo en la última década. Ahora incluso la categoría de los que no profesan ninguna religión supera a los conciliares, que ahora no llegan ni al 30% de la población canadiense. Incluso en la otrora católica Provincia de Québec, la cifra de conciliares se desplomó en una década del 75% al 54%.

Sin embargo, mientras las cifras se desploman en la Iglesia Conciliar, se han incrementado las iglesias cristianas ortodoxas. Hay denominaciones que rechazan la Neoiglesia Modernista/Marxista y grupos similares, y siguen con la Tradición Apostólica, incluyendo los Católicos tradicionales independientes de la Iglesia Conciliar [Parte de la información para este Comentario proviene de Catholic News Agency].
   
Católicos tradicionales, es irónico que incluso aquellos conciliares que quedan dentro de la Protestante-Masónico-Pagana Neoiglesia no practican la religión conciliar. Ni siquiera el 20% de los conciliares canadienses se molestaban en asistir al servicio (inválido) novusordita o cualquier otra actividad mensual. El promedio de participación ha bajado a la mitad de 1985, que era de 40%. El resto rechazan incluso la doctrina eclesiástica sobre el aborto, la eutanasia, y la sodomía. Muchos de ellos también rechazaron a su pretendido líder, Francisco Bergoglio, en su visita allí en Julio de 2022.

LA ENORME DEUDA QUE ADQUIRIÓ UCRANIA POR SU GUERRA

Por Hedelberto López Blanch para REBELIÓN.
  
  
Fuentes: Rebelión
  
Ucrania se convirtió en dos principales vertientes para Estados Unidos y Europa Occidental: punta de lanza para tratar de destruir a la Federación Rusa y en campo de prueba para probar todo tipo de armamentos que recibe (en parte operados por especialistas de la OTAN) y cuyo costo Kiev deberá pagar en un futuro.
    
Desde que Rusia lanzó la operación militar especial para defender a las poblaciones de Donetsk y Lugansk que desde el golpe de Estado en 2014 sufrió un genocidio por parte de hordas ucranianas, Occidente ha hecho todo lo posible por extender la guerra con la finalidad de demonizar a Moscú y provocarle grandes pérdidas militares y económicas.
    
Rusia analizó también que era mejor salvaguardar a su nación ante el inminente peligro que representaba una Ucrania unida a la OTAN en su frontera, donde en 30 laboratorios biológicos se procesaban varios patógenos de ántrax, brucelosis, cólera, leptospirosis y peste porcina africana, proyectos encargados y dirigidos por el Pentágono.
    
Los enfrentamientos han provocado a Ucrania miles de muertos y heridos, millones de refugiados, destrucción de infraestructuras y un daño económico multimillonario a la par que desde los países de la OTAN envían enormes cargamentos de armas y millonarios préstamos que tendrá que rembolsar en el futuro con los consabidos intereses que su pueblo deberá pagar durante varias generaciones.
    
El 28 de abril Estados Unidos aprobó una legislación que disminuye los requisitos para participar en acuerdos de préstamo y arrendamiento de equipos militares con Ucrania y otros países de Europa del Este, lo cual allana el camino para que más armas estadounidenses lleguen a la región. La nueva legislación prevé una extensión del “préstamo gratuito” a más de cinco años y los plazos de pago por las entregas se aplazan a una fecha por decidir. 
    
Como impulsor de esa guerra, Washington ha sido el más magnánime al aprobar presupuestos al régimen de Volodimir Zelenski por más de 16 400 millones de dólares como préstamos de garantía soberana.
    
La Unión Europea entregó fondos para el envío de material bélico por 1.700 millones de dólares. Recientemente su responsable de Asuntos Exteriores y Política de Seguridad, Josep Borrell, informó que se le entregarían otros 500 millones de euros porque a la Unión le sobre el dinero.
    
Entidades financieras indican que los préstamos puestos por Occidente a disposición de Kiev se estiman en la abultada cifra de 28.500 millones de dólares.
    
El Banco Mundial (con aportes de Suecia, Reino Unido, Países Bajos, Dinamarca, Letonia, Lituania, Polonia e Islandia) estableció en marzo un programa urgente de financiamiento por 489 millones de dólares para “ayudar” a Ucrania. El país deberá devolver al menos el 50 % del monto, mientras que, por lo general, la otra mitad es a fondo perdido, aunque tendrá que demostrar hacia dónde se van esos recursos, o sea, la fiscalización será permanente.
    
El Fondo Monetario Internacional (FMI) también llegó con sus conocidas “bondades” financieras y le proporcionó a esa nación un crédito por 1.400 millones de dólares, unido a cláusulas que impone ese organismo en detrimento de programas sociales, las que Kiev deberá cumplir cuando finalice el conflicto y regresar el monto otorgado en un período determinado.
    
Claro que para abonar los viejos préstamos hay que tomar otros nuevos con términos aún más depredadores. Esto lleva a que la deuda no deje de crecer, la responsabilidad social del Estado sea casi nula y el país acabe entregando casi gratis sus empresas a los acreedores occidentales.
    
Sucede que en estas operaciones que parecen magnánimas, los beneficiarios de estas ayudas y préstamos son las organizaciones europeas y estadounidenses, que compran las armas y la “benéfica” ayuda humanitaria para Kiev y luego las anotan como deuda ucraniana.
     
Un solo ejemplo basta: Suecia entregó a Ucrania algunos armamentos y 5.000 cascos viejos que habían sido dados de baja valorados en nueve millones de euros y ahora le exige a la Comisión Europea que le devuelva 9,2 millones por ese envío y los recargos. Además, le recordó a Bruselas que no tenía planes de asumir en solitario los costes de la ayuda.
    
El pasado mes de abril, la viceprimera ministra ucraniana, Yulia Svyrydenko cifró en 564.900 millones de dólares el impacto directo de las destruccionesque incluyenlas consecuencias indirectas de los combates en la economía, como el aumento del desempleo, la reducción del consumo de los hogares o la disminución de los ingresos del Estado.
    
Svyrydenko agregó que las mayores pérdidas se hallan en la infraestructura con casi 8.000 kilómetros de carreteras dañadas o destruidas, así como estaciones de trenes y aeropuertos. Estimó que el Producto Interno Bruto (PIB) alcanzaría una contracción de más del 55 % en comparación con 2021.
    
Estos datos fueron antes de los atentados contra el puente de Crimea, los gasoductos Nord Stream 1 y 2 y los bombardeos contra edificaciones civiles en las cuatro regiones ucranianas que se adhirieron a Rusia el pasado 30 de septiembre tras los referendos apoyados mayoritariamente por la población.
    
Después de esos actos que Moscú catalogó de terroristas, Rusia lanzó ataques masivos contra infraestructuras energéticas, de comunicación e instalaciones militares, por lo cual los daños materiales siguen aumentando.
   
Los costos de esta guerra, que hasta el momento no existen indicios de que termine pronto, lo tendrán que pagar varias generaciones de ucranianos. Los dirigentes de esa nación deberán comprender algún día que ha sido fatal seguir las órdenes de Washington y Bruselas en contra de Moscú.
   
Hedelberto López Blanch, periodista, escritor e investigador cubano.

OTRAS PLUMAS: 66 PAÍSES – 77.ª ASAMBLEA DE LA ONU

Artículo publicado en dos partes por Esteban Sánchez Malagón para RADIO CRISTIANDAD (Parte 1 y Parte 2). Corrección de estilo propia.
    
«NECESITAMOS UN NUEVO MOVIMIENTO MUNDIAL POR LA PAZ» (¿Surgirá de Mongolia?) 
La tarea de la iglesia es, «no ser un grupo atascado en la misma vieja forma de hacer las cosas, sino una comunidad abierta a los signos de los tiempos y al «Nuevo Espíritu». (Francisma Pseudoprofeta – VII Congreso mundial de religiones)
   
  
El surgimiento de la Nueva Era identifica la venida del anticristo y, por extensión, el número 666 lo específica la Sagrada Escritura como también la New Age. Con la venida del arco iris, (usado como recurso hipnótico llamándolo símbolo internacional de paz), símbolo de «una nueva energía que impregna ahora el planeta, se trata del equilibrio entre las corrientes positiva y negativa, que fusionadas generan la luz divina»; representa la armonía del orden en el caos, el equilibrio entre el bien y el mal, lo masculino y lo femenino que, cada uno lleva dentro de sí (de aquí surge el principio de Género).
   
Los chakras representan las religiones del lejano Oriente, base del espiritualismo Nueva Era, basado en el Tarot y la adoración del hombre como tal. El budismo es el «ingrediente destructivo» (aparte de activo) de la Nueva Era y base del satanismo disfrazado de chamanismo, éste tiene un papel preponderante. 
   
CARACTERÍSTICAS FILOSÓFICAS DE LA NUEVA ERA 
La New Age la podríamos definir como nuevas formas de religiosidad pagana oriental. Conteniendo en su doctrina el materialismo y hedonismo, el holismo o integración de todo, el espiritismo, la egiptología, el panteísmo, el monismo, el milenarismo judaico, el sincretismo, el ocultismo, el subjetivismo, el pelagianismo, el indigenismo, el gnosticismo, el esoterismo, el relativismo moral y religioso, el neopaganismo, el chamanismo etc.
   
El 777 no se refiere más que al gobierno político perfecto; o sea, la “Dictadura Anticrística perfecta”.
No cabe duda que todo este “merequetengue” ecuménico está dirigido a la preparación de la aparición del Anticristo, dónde la cábala es una herramienta de “trabajo”, al igual que la numerología.
   
Por ejemplo, la muerte de la reina Isabel, a los 96 años; así terminamos con que el documento final del VII (7) congreso interreligioso de Kazajistán fue firmado el 15 (1+5= 6) del 09 (6) de 2022 (2+2+2+=6); oficial para la (77) asamblea general de la ONU, a la cual asistieron, no los 193 países afiliados, sino 66 representantes de los países afiliados.
      
66
Países en la 77 asamblea general de la ONU para avalar la resolución final del VII congreso interreligioso. 143 países en asamblea extraordinaria para condenar la anexión de cuatro provincias ucranianas por Rusia.
 
   
En la antigua capital de Mongolia, Karakoram, ha renacido una antigua fe, el nestorianismo cristiano. Consolidado el principio masónico de LIBERTAD, ahora hay libertad religiosa. El nestorianismo lo trajeron misioneros “cristianos” de oriente, el cristianismo “católico” de occidente apenas hace poco más de un cuarto de siglo, decenas de miles ahora se están convirtiendo en la promesa de salvación y la esperanza de prosperidad, principio básico del protestantismo judaico en general. Ha sido reabierto y restaurado el monasterio budista más grande del país que los comunistas cerraron.
   

La biblia te enseña cómo crear riqueza, dice un viejo conocido monje mongol, Tenzin Gyatso, en una entrevista del año 2002.
«¿Alguna vez has conocido a un judío pobre?, son difíciles de encontrar. Ahora, el líder budista dice, es una gran falta en esta carrera por los sombreros (insultando de manera diplomática a los hebreos), en algunos casos también usan dinero para el trabajo misionero, eso no es agradable, no es correcto, pero, no es ninguna sorpresa, eso nos llevó a sentirnos un poco sensibles, desde el siglo XIII, el budismo era una parte tan importante de Mongolia, como la equitación y los vagabundeos nómadas; pero durante la mayor parte del siglo pasado, los budistas arriesgaron sus vidas para mantener viva la fe, en 1920, la Unión Soviética se tragó Mongolia, los comunistas permitieron solo una religión, la adoración de Marx y Lenin, pronto comenzaron su brutal búsqueda del Paraíso en la tierra por medio de la clase trabajadora, cuando el gobierno títere mongol no logró alinear el budismo y el dictador soviético Stalin decidió acabar con él de una vez por todas en un fatídico día de 1937. La policía secreta se abalanzó sobre el monasterio de Karakoram», concluyó.
 
La libertad religiosa también trajo misioneros cristianos de occidente
  
El presidente de Kazajistán, Kasim-Yomart Tokáyev, pronuncia un discurso en la ceremonia de clausura del séptimo Congreso de los Líderes de las Religiones Mundiales y Tradicionales el 15 de septiembre en la capital de Kazajstán.

[Sigue la Declaración del VII Congreso de Líderes de Religiones Mundiales y Tradicionales, que puede consultarse acá, N. del E.].
   
El presidente de Kazajistán, Kasim-Yomart Tokáyev, afirmó hoy que se necesita «un nuevo movimiento por la paz» en el mundo actual, e instó a los líderes religiosos de todo el mundo y de todos los credos a asumir un papel primordial y a recordar a la sociedad los ideales humanistas.
   
«Vuelve el clima de hostilidad y desconfianza mutua a las relaciones internacionales. ¿Qué se puede hacer ante los desafíos modernos? La historia da una sola respuesta: buena voluntad, diálogo y trabajo conjunto», señaló el jefe de Estado en la apertura del VII Congreso de Lideres de Religiones mundiales y tradicionales.
   
«No hay otras garantías de éxito. Kazajistán invariablemente apoya la resolución de cualquier diferencia exclusivamente en la mesa de negociación en el espíritu de la Carta de la ONU. Estamos convencidos de que es imposible eliminar las contradicciones emergentes por la fuerza, amenazas o sanciones», sostuvo.
   
Tokáyev hizo por ello un llamamiento, al considerar que «en esos momentos, es especialmente importante recordar los ideales humanistas». «Sus principales custodios son, por supuesto, las religiones tradicionales», recalcó.
   
«Los pastores espirituales son los guardianes de la conciencia de la humanidad. Por tanto, ¿quién, si no vosotros, debería mostrar el camino de la confianza mutua, el bien y la paz? Ahora, más que nunca, la humanidad necesita una acción solidaria», enfatizó.
  
Para Tokáyev, a fin de poder construir un nuevo sistema de seguridad internacional, «todos necesitamos un nuevo movimiento mundial por la paz».
   
 
Csaba Kőrösi y Wang Yi, ministro de Relaciones Exteriores de China, “masón-menos” encubren su pertenencia a la masonería 
   
Csaba Kőrösi, Presidente de la 77ª sesión de la Asamblea General de la ONU, comentó que China es un defensor del multilateralismo y un importante socio de cooperación de la ONU, y cumple una función clave en los asuntos de la Asamblea General de la ONU. Extendió un agradecimiento a China por apoyar constantemente al presidente de la Asamblea General de la ONU en el desempeño de sus funciones y afirmó continuar fortaleciendo la cooperación con China para abordar conjuntamente los desafíos globales. Las importantes iniciativas presentadas por el presidente Xi Jinping han proporcionado una visión y soluciones para formar más consensos y hacer frente de manera eficaz a los retos actuales, dijo Kőrösi, quien agregó que espera intensificar la coordinación con la parte china en aspectos como la respuesta al cambio climático y la protección de los recursos hídricos, así como implementar adecuadamente la Agenda 2030 para el Desarrollo Sostenible.
   
Wang Yi dijo que el mundo de hoy no es del todo tranquilo. El presidente Xi Jinping presentó la Iniciativa para la Seguridad Global (ISG) y defiende el concepto de seguridad común, integral, cooperativo y sostenible, brindando soluciones chinas para subsanar el déficit de paz y resolver el dilema de seguridad. También propuso la Iniciativa para el Desarrollo Global (IDG) para contribuir con la fuerza china a los esfuerzos encaminados a centrarse en los temas de desarrollo y acelerar la materialización de la Agenda 2030 de la ONU para el Desarrollo Sostenible. 
  
Una muchacha muy colorida ¡muy colorida!
Valentina Muñoz Rabanal “Chica Rosadita”, una muchacha muy colorida de Chile, teñida de Pink y de Purple, una muchacha muy alegre (sic) y que con estos colores ya nos lo ha dicho todo, ella está hablando en la ONU, en la organización de Naciones Unidas y veamos lo que dice porque es sincera y dice verdad sobre la agenda 2030.
    

Ella nos recuerda que la Agenda 2030 se impondrá y que no cabe ningún tipo de negociación, además habla con una prepotencia y una soberbia que realmente deja atónitos a propios y extraños, pero no pierdan la compostura, no pierdan la cordura porque gente como esta de verdad no merece la pena entretenerse mucho en ella.
«Esto es un acuerdo global respecto de las acciones que tomaremos, esto ya no es una negociación, por eso la agenda 2030 se llama agenda y no lista de deseos».
Qué irónica, ella se siente la dueña del mundo hablando frente a la ONU, cuando lo mejor para ella debería ser estar situada en otro lugar, por ejemplo en una peluquería ocupándose un poquito más de su pelo, que da pena.
  
Yo siento mucho tener que hacer este comentario, pero es que escuchar a una persona que se ríe en nuestra cara y que nos recuerda así, como una o-diosa, que la agenda 2030 se impondrá, que no cabe ningún tipo de negociación y, además, diga que por eso se llama agenda y no se llama lista de deseos… Claro, lo que ella no sabe es que para nosotros no hay agenda que valga, porque somos Católicos y nadie va a imponernos absolutamente una agenda anticristiana.
   
En el plano político dijo esto (entre otras cosas) Joe Biden en la ONU: 
«Sr. Presidente, Sr. Secretario General, colegas líderes, en el pasado año nuestro mundo ha experimentado una gran sacudida: Una crisis de inseguridad alimentaria en aumento; calor a niveles récord, inundaciones y sequías; COVID-19; inflación; y una guerra brutal e innecesaria, una guerra elegida por un hombre, para ser claro… Con socios en las Américas, África, Europa, Oriente Medio y el Indopacífico, estamos trabajando para construir un nuevo ecosistema económico».
    
Estamos trabajando para construir un nuevo ecosistema económico.
Desde marzo pasado Biden aprobó la “ley” 14067, que lleva a la eliminación del dólar (papel).
   
Debemos fomentar la solidaridad y oponernos a la división. 
El Presidente Xi Jinping ha indicado que
«los países del mundo somos como pasajeros de un mismo gran barco que comparten el destino, y todos nosotros, los pasajeros, debemos unirnos para navegar el barco hacia un futuro brillante surcando las olas tormentosas. Nuestro mundo debe abarcar las civilizaciones bien diversas, si quiere hacer avances continuos, y la humanidad debe seguir un camino inclusivo, si quiere materializar la modernización. La paz, el desarrollo, la equidad, la justicia, la democracia y la libertad son los valores comunes de la humanidad. Por lo tanto, las diferencias en sistemas no deben ser usadas como una excusa para crear la división, y menos aún la democracia y los derechos humanos deben ser utilizados como herramientas o armas para lograr fines políticos. Hemos de oponernos a trazar líneas por motivos ideológicos, y unirnos para encontrar el máximo común divisor y lograr la mayor sinergia posible para fomentar la causa de la paz y el desarrollo del mundo».
    
El ministro de Relaciones Exteriores de China, Wang Yi, pronunció el discurso de China ante la Asamblea General de las Naciones Unidas.
 
   
El cardenal Secretario de Estado vaticano, Pietro Parolin, en su intervención en la 77ª Asamblea General de la ONU, decía en su discurso: «reconocemos las emergencias del mundo», mostrando la preocupación de la Santa Sede por el aumento de los conflictos y sus consecuencias. Se detiene en el peligro de la escalada nuclear y pide una reforma de la ONU para un futuro de paz y seguridad.
   
«La reforma de la ONU es un imperativo», dice el cardenal, «recuperar cuanto antes un amplio acuerdo y un auténtico consenso en el seno de esta Organización, si se quiere restablecer su credibilidad internacional como una verdadera familia de naciones». El proceso», añade, «debe extenderse más allá de la Asamblea General, a la reforma de los órganos que tienen una capacidad ejecutiva efectiva, como el Consejo de Seguridad». Parolin subraya a continuación que los miembros permanentes, en particular, tienen una responsabilidad crucial en el mantenimiento de la paz y el orden en el mundo.
  
«Cuando no hay una visión compartida ni una voluntad política de coexistencia pacífica y los propios guardianes de la paz ignoran las normas que pretenden defender, ellos mismos se convierten en autores de graves injusticias. Guiado por un interés personal desenfrenado y por la lógica del poder, el sistema resulta seriamente dañado y está en peligro». De ahí el llamamiento a poner el bien común por encima de los intereses partidistas para «un futuro seguro y feliz».
   
Concluye con un llamamiento a trabajar juntos por una paz que nazca del diálogo. Un llamamiento que llega tras repasar los males de un mundo asolado por la pandemia en el que «los conflictos armados afligen a una escala sin precedentes desde 1945, con unos dos mil millones de personas que viven en zonas afectadas por la guerra». 
   
«No a un mundo dividido entre potencias en conflicto, sí a un mundo unido entre pueblos y civilizaciones» (Pietro Parolin)
   
El secretario general de la ONU Antonio Gutiérrez habló de la importancia de la inteligencia artificial y también de las nuevas tecnologías incluso de edición genética (estamos hablando de la tecnología “crisper”), que han avanzado mucho en pocos años y que la humanidad, lo dijo él, no estaría preparada para manejar todo lo que viene con esta tecnología. También dijo que estos son grandes avances; pero los que estamos dando información alternativa NO deberíamos estarla dando, porque se supone que toda la información que hay en la red debe estar alineada con la narrativa que ellos llaman la economía verde, o, como dijo Joe, un nuevo ecosistema económico. 
   
“Nuestro mundo está en riesgo y paralizado, no podemos seguir así, dijo el Secretario General de la ONU
“La inteligencia artificial puede comprometer la integridad de los sistemas de información los medios y, de hecho, la democracia misma, este año, el mundo tiene suficiente comida, el problema es la distribución, pero si el mercado de fertilizantes no se estabiliza, el problema el próximo año el problema grave puede ser el suministro de alimentos en sí.” 
  
Como podemos ver, Antonio Gutiérrez dijo que hay suficiente alimento; pero en los acuerdos de París, por el tema de la economía verde, no querrían dejar que los granjeros produzcan los cultivos a gran escala para que por ellos mismos se pudiera solucionar de alguna manera la situación.
  
Así que tengamos en cuenta lo que está sucediendo en el mundo.
   
Esto estaría también pasando en Estados Unidos: “Mientras miramos hacia el futuro, estamos trabajando para ACTUALIZAR Y CREAR NUEVAS REGLAS EN EL CAMINO, para nuevos desafíos en el siglo XXI, hemos lanzado el CONSEJO DE COMERCIO y TECNOLOGÍA con la Unión Europea que garantiza que las tecnologías clave se desarrollen y GOBIERNEN de manera que beneficie a TODOS, con nuestros países socios y a través de Naciones Unidas estamos apoyando y FORTALECIENDO LAS NORMAS.” (Joe Biden)
   
 
Así que en septiembre del 2022 del 13 al 26 se estuvo celebrando la 77 cumbre en Nueva York donde todos los líderes mundiales, de manera curiosa, se han pronunciado (como se pudieron ver los símbolos de la agenda 2030) en el mismo tenor de la agenda, todos, hablando de forma muy parecida sobre un evento que sucedería a nivel mundial como es la “falta de comida”, con varias declaraciones muy controversiales, pero, tengamos en cuenta en lo que pudimos encontrar, unas claras “coincidencias” de lo que en 2021 habría dicho David Basley director ejecutivo del programa de alimentos Mundial de la ONU y lo que se dijo en la 77 asamblea de la ONU.
   
Basley dijo en el G-20 de 2021 que se supone que, si seguíamos así dentro, de seis o nueve meses íbamos a tener una falta de alimentos de proporciones bíblicas; y adivinen qué pasó  entre esos 6 y 9 meses después, para febrero del 2022 empezó la situación de Rusia y Ucrania y aproximadamente en mayo, “casualmente”, como pudimos observar The Economist sacó su revista sobre lo que iba a pasar, la escasez de alimentos.
   
Así que todo esto ha ido “evolucionando”; por eso hemos rescatado estas palabras y lo trajimos a colación en este octubre del 2022, de que viene algo sin precedentes.
    
APLICACIÓN PRÁCTICA: BIMBO
      
 
La letra B representa el número 13, los colores rojo, azul y blanco los colores de la bandera rusa y el oso como referencia a la “mascota” por antonomasia de Rusia. 
   
Por ejemplo uno de los efectos negativos que sufrimos en  TODO México, fue a causa de la hoy transnacional empresa de pan Bimbo, de raíces filo masónico-comunistas, pues ha incrementado excesivamente sus precios, cuatro veces entre diciembre 2020 Y marzo 2022 a causa del conflicto ruso-ucraniano que ha provocado la “escasez” de trigo.
   
La masonería en los medios de comunicación y en el comercio ha estado presente debido a su poderío económico y a su participación en diferentes procesos sociales y políticos. De manera que, “los asuntos relacionados, clara o crípticamente, con las logias francmasónicas han tenido y siguen teniendo –al menos en México y otros países europeos y americanos– un considerable atractivo”. La cultura popular se ha inspirado en múltiples mitos, creencias e imaginarios, para incorporar en diversos bienes culturales mediáticos como películas, novelas, series, e incluso dibujos animados, referentes simbólicos que representan la tradición masónica.
     
En cuanto a los dibujos animados, es uno de los géneros audiovisuales con más éxito desde la llegada de la televisión. Se reconoce como un género que se adapta al idioma popular y combina el contexto en el que se desarrolla. Como técnica de creación audiovisual, la animación tiene la capacidad de narrar cualquier tipo de historia, y, por tanto, puede ser dirigida al público infantil, así como al público adulto, siendo uno de los primeros géneros presentes en los horarios estelares de las principales cadenas de televisión. Al mismo tiempo, la animación es considerada costosa y de difícil producción. Por esta razón, son pocos los países en el mundo que tienen la capacidad de realizar y exportar este tipo de contenidos. Los principales países productores son los Estados Unidos de América y Japón, que han desarrollado dos grandes tradiciones: los dibujos animados, conocidos también como mangas (caricaturas japonesas), cartoons y el anime.
   
La mayor parte de los dibujos animados se importan y, en consecuencia, reflejan la cultura y los modos de vivir de los países de donde provienen. En México, donde la producción de animación es poca, la mayor parte de las series animadas que se transmiten son importadas y poseen una mayor influencia de la cultura norteamericana. 
   
Bimbo y Betty Boop en los Talkartoons
  
 
Muy probable que el primer dibujo animado sonorizado de la historia con referencias masónicas sea “La iniciación de Bimbo” (Estados Unidos, 1931), emisión de la serie de cortometrajes unitarios llamados Talkartoons y que tiene como protagonista a Bimbo, quien en algunas producciones de los estudios Fleischer aparece como novio de la famosa Betty Boop.
   
En la sinopsis del corto animado en blanco y negro, de 6 minutos y 29 segundos de duración, Bimbo es invitado a una sociedad secreta y “obscura”, a lo que se rehúsa, por lo que unas figuras con túnica le dificultan la salida de un lugar lleno de trampas alucinantes.
     
B(13)imbo es un Goyim, un  imbécil que cae en las redes de la masonería.
   
La música contiene un estribillo cantado por los integrantes del grupo, quienes llevan una vela apagada sobre sus cabezas, que dice “wanna be a member?” (“¿quieres ser miembro?”), y ante cada respuesta negativa es sometido a una nueva prueba. La narrativa visual es muy surrealista, pues, como en muchos cartoons de la época, los objetos parecen tener vida y las leyes de la física se rompen, llevadas al absurdo.
   
A pesar de que las situaciones mostradas en la animación -originalmente hecha para ser exhibida en salas cinematográficas- fueron pensadas con el fin de provocar hilaridad, se advierten algunos elementos propios de algunos pasajes litúrgicos de iniciación, como la presencia de figuras de calaveras con las tibias cruzadas o esqueletos humanos completos que en algunos casos pueden encontrarse en los “cuartos de reflexión”, usualmente un lugar obscuro que asemeja un sótano con las paredes pintadas de negro, donde dependiendo del rito o modalidad masónica se colocan diversas leyendas y objetos simbólicos.
   
En el citado corto también aparecen puertas pequeñas, que en algunas ceremonias se simulan cuando el candidato a iniciarse entra al templo, o el encuentro del profano ante un espejo. Quizá lo que más se encuentra fuera de contexto es la aparición al final de Betty Boop, quien le vuelve a preguntar si quiere ser integrante de la sociedad secreta, a lo que Bimbo contesta afirmativamente, para cerrar con una coreografía con réplicas por decenas del citado personaje femenino, que están detrás de los misteriosos individuos con túnica.
   
Llama la atención que en los primeros segundos del cortometraje el personaje principal camina tranquilamente por la calle, para caer en una alcantarilla donde inicia la trama, cuya tapa es asegurada por un ratón con un gran candado. El citado roedor tiene grandes semejanzas con el emblemático Mickey Mouse, creación de Walter Elías Disney, a quien se le atribuye pertenencia a la masonería, aunque es más certero ubicarlo como integrante de una organización De Molay auspiciada por esta institución, que sí lo incluye en su Salón de la Fama.
   
Dejamos el enlace al video https://youtu.be/iAThMCwckS8 
   
Por ultimo también encontramos una referencia en la cantante polaca Doda, a la que hicimos referencia en un artículo pasado, Bimbo es el segundo álbum lanzado por la banda de rock polaca Virgin.
    
La palabra bimbo deriva del italiano bambino,  un término de género masculino que significa «bebé (varón)» o «niño (varón) joven» (la forma femenina de la palabra italiana sería bimba). El uso de este término bisexual (aunque es masculino) comenzó en los Estados Unidos ya en 1919, y se convirtió en una palabra del argot vulgar que se usaba para describir a un hombre imbécil.
   
 Bimbo es la jerga de una mujer convencionalmente sexualizada y poco inteligente.
   
No fue hasta la década de 1920 que el término bimbo comenzó a asociarse con las mujeres en la cultura popular. En 1920, Frank Crumit, Billy Jones y Aileen Stanley grabaron versiones de «My Little Bimbo Down on the Bamboo Isle», (Mi pequeña bimbo abajo en la isla de bambú) con letra de Grant Clarke y música de Walter Donaldson. La canción usa el término «bimbo» para describir a una chica isleña de virtud cuestionable. En la década de 1940, bimbo ya se usaba para referirse a mujeres, como, por ejemplo, en la novela  Full Moon, que describe sobre «tontas que iban por el lugar insinuando ser niñas inocentes después de haber sido descartadas como esposas, desechadas como viejos tubos de pasta de dientes».
   
En 2017, «The Bimbo Movement» (movimiento opuesto al lesbianismo pero igual de satánico) fue fundado por la autoproclamada bimbo y estrella “para adultos” o adúlteros,  Amirax, «la mujer más responsable de popularizar la idea de recuperar la hiperfeminidad», para desestigmatizar a las mujeres bimbo de no tener relación con mujeres y para reclamar el término «bimbo».
   
El Movimiento Bimbo es un movimiento para empoderar a las mujeres para que se sientan orgullosas de abrazar su “feminidad”, pero para utilizarla lascivamente, apropiarse de su sexualidad y, al reclamar la palabra «bimbo», luchar contra las connotaciones misóginas con las que se ha asociado el término «bimbo».
   
El movimiento bimbo es un movimiento por los derechos de las mujeres reconocido internacionalmente que consta de cientos de miles de autoproclamadas tontas que trabajan para acabar con el estigma. 
   
La muñeca Barbie es una muñeca Bimbouna mujer real que quiere parecer muñeca; es una mujer BIMBO 
Barbie es la palabra equivalente a Bimbo en América y hoy en día en algunos países de Europa. Luego, la muñeca Barbie representa la mujer imbécil, vanidosa y materialista. Barbie es una muñeca de moda, fabricada por la empresa estadounidense de juguetes Mattel, Inc. y lanzada el 9 de marzo de 1959 (15=6  9 6 9 = 666). A la empresaria estadounidense Ruth Handler se le atribuye la creación de la muñeca utilizando una muñeca alemana llamada Bild Lilli como inspiración.
   
En 2009, Barbie celebró su 50 cumpleaños. Las celebraciones incluyeron un desfile en Nueva York para la Semana de la Moda Mercedes-Benz. El evento mostró modas aportadas por cincuenta conocidos diseñadores de alta costura, incluidos Diane Von Fürstenberg, Vera Wang, Calvin Klein, Bob Mackie y Christian Louboutin. 
   
Proyecto Brecha de Sueños de Barbie
En 2019, Mattel lanzó el «Proyecto Barbie Dream Gap» para crear conciencia sobre el fenómeno conocido como «Dream Gap»: a partir de los cinco años, las niñas comienzan a dudar de su propia inteligencia, mientras que los niños no.
    
Esto lleva a que los niños sigan carreras que requieren una mayor inteligencia y que las niñas estén subrepresentadas en esas carreras. Como ejemplo, en los EE. UU., el 33 % de los jueces en funciones son mujeres. Esta estadística inspiró el lanzamiento de Judge Barbie en cuatro tonos de piel y peinados diferentes con túnicas de juez y un mazo (¿masónico?) de accesorio. 
     
La evolución de Barbie lleva al budismo (yoga),  luego, al satanismo.
 
   
Como podemos ver todo está conectado…
   
… Donde menos pensamos salta la liebre…